Perugia:sicurezza=incertezza!

LA SICUREZZA A PERUGIA?
Beh! Tutto sommato è una incertezza!

Eh si! A Perugia la parola sicurezza fa rima con "incertezza".
Perché la città è diversa da molte altre? Sicuramente no! Ma qualche motivo reale che rende l'equazione sicurezza=incertezza c'è sicuramente.
Forse sarà perché gli amministratori/politici del "nostro" Comune confondono la prevenzione con la repressione.
Sono molte le cose su cui riflettere per dare la giusta interpretazione a ciò che si fa, la necessità ed il motivo per cui farlo o non farlo!
A parte quei momenti di completa follia che, per fortuna di rado, prendono ai nostri amministratori (vedi l'ipotesi della Fontivegge armata: clicca qui), cosa mettono in atto per favorire la prevenzione? A cosa servono le feste e i mercatini, organizzati sulle piazze e sui parchi per contrastare lo spaccio e la prostituzione, che durano lo spazio di una mattina o di una sera quando la criminalità è attiva per 24 ore al giorno e per 365 giorni all'anno e su tutta l'urbanità cittadina? Alquanto poco probabile e molto risibile che possa garantire dei risultati apprezzabili!
Un'altra cosa che ha il sapore del grottesco, è riempire di telecamere la città, motivando questo inutile provvedimento come deterrente agli atti criminosi e quindi pensarlo come un ottimo sistema preventivo. Tanto ottimo che chi spaccia, chi si accoltella, chi si prende a bottigliate, chi "sradica" o fa saltare i bancomat e le saracinesche dei negozi, chi scippa nei semafori le borse o fa cadere in terra rovinosamente la gente lo possiamo vedere in diretta su queste "famose" telecamere (ne abbiamo esempi concreti quasi tutti i giorni)!
Non a caso (ed è uno dei pochi provvedimenti che lo potrebbe garantire) i sindacati di Polizia chiedono più personale (clicca qui per l'articolo) per un minimo di efficacia e di possibilità al loro intervento per una reale motivazione di prevenzione nel territorio (e per la loro giusta sicurezza), rendendo possibile l'apertura (nelle 24 ore) di stazioni nei centri più interessati agli obbiettivi del crimine (vedi la richiesta di una presenza stabile a Fontivegge dove i cittadini hanno raccolto 1500 firme senza che nulla sia stato realizzato).
C'è poi chi si è inventato un'App su smartphone per denunciare alle Forze dell'Ordine, in diretta, la criminalità sulle strade senza rendersi conto che questa capacità di denuncia mette i cittadini in una piena e pericolosissima situazione nei confronti dei delinquenti che potrebbero accorgersi dell'intervento nella situazione e causare del male (anche molto grave) ai cittadini che, inconsapevoli di ciò che gli potrebbe accadere, stanno facendo questo grande atto di civiltà.
 
Tutto questo condito con molta poca efficacia nei confronti dei cosi detti "reati minori" perché trattati con estrema superficialità (in quanto le Leggi del nostro Paese ne danno la possibilità) perché i soggetti, dopo fermati, schedati e catalogati, vengono rilasciati quasi istantaneamente a ricominciare il loro "lavoro" nella Comunità dove intendono seguitare la loro opera e, sicuramente, questo modo di affrontare la "microcriminalità" (che di "micro" non ha proprio nulla) non fa altro che dare un feedback positivo a chi ha l'intenzione di intraprendere la stessa carriera.
 
In quanto al momento attuale, dove si intravedono le necessità del rinnovo della politica co
munale con le amministrative del 2019, non possiamo fare a meno di pensare che, per una maggiore possibilità di "acchiappare" voti, metteranno in atto una miriade di pseudo-provvedimenti, capaci solo di soddisfare la "frenesia alimentare politica" senza (come avviene sempre) che siano minimamente utili allo scopo finale di dare una reale sicurezza ai cittadini che, giocoforza, devono subire sempre senza essere ascoltati (veramente) mai.
Perugia 23/07/18