"O con noi o contro di noi!"

Lo dice la Lega a Romizi!
"Si a Romizi ma senza "Nazareno". 

Fuori il PD (a livello soprattutto nazionale) o il Carroccio saluta l'alleanza".

Non sarebbe proprio il caso di dare un "ultimatum" al Sindaco: primo cittadino di tutta la comunità, (anche se appartiene ad un partito politico).

Uno sbaglio che potrebbe costare caro!

È emblematico e se vogliamo, anche relativamente preoccupante quando una forza politica esprime un atteggiamento così radicale, verso altri partiti, o, come in questo caso, verso "il" Sindaco, massimo rappresentante dell'intera città, oltre che rappresentante (purtroppo) di un preciso partito!

Di fatto, un "diktat" (...e chi non beve con me peste lo colga!) perché di questo si tratta, nel voler imporre la propria posizione, senza uno straccio di dibattito democratico vero, che medi le varie posizioni su questioni così importanti e significative, come il rinnovo dell'istituto politico comunale che dovremo affrontare a maggio dell'anno prossimo.

Quel "OBBEDISCO" che pretendono come pregiudiziale per una nuova eventuale collaborazione, non può in alcun modo essere imposto a nessuno e tanto meno a rappresentanti di partiti politici che hanno l'obbligo di confrontarsi con il proprio elettorato e, autonomamente, prendere una posizione in merito. Se la cosa dovesse avvenire ed avvenire senza che si ponga a giudizio della base porterebbe, sicuramente, ad una sonora sconfitta sulle posizioni raggiunte, da FI, (ed anche della Lega) nelle amministrative del 2014. Mettere difronte ai fatti compiuti i cittadini si sa non conviene mai!

Chi è convinto di avere la "vittoria" in pugno anche per il Comune di qualsiasi città, perché ha raggiunto una relativa percentuale a livello nazionale, sbaglia sicuramente di grosso: le realtà e i parametri di giudizio che danno coloro che debbono eleggere dei rappresentanti (Comune e Regione) locali è ben diversa da quelle che darebbero in altre realtà elettorali, perché sono diverse le varie realtà.

La visione dei problemi che hanno dal proprio punto di vista, nelle realtà locali, gli schieramenti politici, sia per le presunte proprie ragioni che per i presunti torti degli altri, è per forza una visione condizionata dalle varie situazioni locali e, per tale incontrovertibile motivo è, ed è sempre stato così, parziale rispetto alla particolarità delle situazioni, di ciò che è l'oggettività dei problemi del Paese, qualunque essi siano.

Un problema di primaria importanza, come il cambio dei rappresentanti locali, dovrebbe essere lasciato alla discrezione ed alla convinzione della coscienza di ognuno, valutando una propria posizione e di conseguenza, il proprio voto, lasciando da parte e non considerando, nella maniera più assoluta, la posizione dettata da chi ha tutto l'interesse che vada verso una direzione prestabilita.

In queste questioni così significative la libertà di giudizio individuale è l'unica arma che ha il cittadino di essere considerato un soggetto pensante e non uno strumento in mano a chi lo vorrebbe suddito di una parte.

Perugia 5 settembre 2018