il quartiere Pallotta? Eccolo!

Tenetevi forte perché qui si scivola!!

Si legge nei giornali, in questi giorni, che alcuni "Consiglieri comunali" si lamentano che non gli viene data la possibilità di intervenire per cambiare nome a qualche via della città in quanto la Commissione apposita non viene convocata. È un fatto si; ma molto relativo e altrettanto molto poco incisivo per cambiare un atteggiamento politico di gestione delle necessità reali dei cittadini.

Con tutto il rispetto che ho per chi ha dato la vita per la libertà e la Democrazia per il Paese o per la città o chi ha dato il suo talento per la crescita morale, culturale e civile della società, che importanza ha come si chiama una via, una piazza o un parco se questa via, questa piazza o questo parco sono una vergogna per i cittadini e una dimostrazione di assoluta inefficienza della politica e dei vari personaggi che la concretizzano, lasciando nell'incuria, nel degrado e nell'abbandono gli stessi luoghi a cui tanto insistentemente si vorrebbe cambiare nome?

Si potrebbe dare un nome a questo comportamento definendolo "gattopardesco" e cioè; far finta di cambiare tutto per non cambiare nulla!

Il quartiere della Pallotta ne è un luminoso esempio di questo modo di comportarsi.

La zona,poche decine di centinaia di metri, che va dai Murelli (strada Tudere) fino al semaforo dell'incrocio con via Fonti Coperte - via Campo di Marte è, forse (ma probabilmente senza forse) la parte della città che ha il triste primato delle zone con la maggiore incuria, il maggior abbandono e degradate, dell'intera Perugia.

Un elenco sommario? Eccolo!

Si potrebbe partire dalle ex segreteria dell'Università (via Tuderte). Uno stabile da moltissimo tempo lasciato in abbandono e che nessuno intende utilizzare; anche se il Rettorato ha provato, più volte, e sempre è stato snobbato, a farci entrare il CRN (Centro Nazionale Ricerche) il quale neanche ha preso mai il considerazione la cosa.

Poi, a fianco di questo esempio di abbandono, esiste un grande parcheggio il quale, giorno e notte, risulta aperto a chiunque volesse utilizzarlo per qualsiasi cosa; tanto è vero che la prostituzione, lo spaccio e la tossicodipendenza non fa scrupolo! Molte volte "Perugia: Social City" ha denunciato questo stato di cose alla politica comunale (sia maggioranza che opposizione) ma è come se avesse scritto nell'acqua, nessuno ha inteso ascoltare! Eppure sarebbe così semplice farlo chiudere almeno la notte agli operatori che insistono nella "stazione ecologica" situata a fianco del medesimo parcheggio.

Poi, scendendo a valle (verso il semaforo di via dei Filosofi) troviamo un "campo" che qualcuno ha il coraggio di chiamarlo parco, situato tra via Bambagioni a via Silvio Pellico. Anche questo figlio abbandonato dalla politica, luogo di spaccio e bivacchi notturni di senza tetto, pusher in attesa e di prostitute dove, per l'erba altissima ed una stradina che lo attraversa, trovano una alcova molto accogliente per i loro fugaci momenti di "amore"!

Seguitando a scendere, sempre direzione Fontivegge, in via G. B. Vico troviamo un altro esempio di "tesoro nascosto"; il vecchio stabile che, negli anni '80, (!) era sede della Circoscrizione della zona (cioè proprietà del Comune). Mai stato neanche sfiorato da una parvenza di manutenzione; figuratevi voi come può essere ridotto!

Uno splendido (una volta) stabile ad un piano, ampio come superficie abitabile che potrebbe essere utilizzato o per residenza di studenti o per qualche famiglia in serie difficoltà economiche e abitative; ma forse soluzione troppo intelligente da adottare!

Poi, alla stessa altezza, ma nell'interno della via Pallotta, troviamo l'ormai famosissimo parco in via P. Aretino. Ne abbiamo tanto parlato che sarebbe quasi inutile farlo! Ma, tanto per aggiornare chi ha la volontà di sapere, si può senz'altro dire che, anche questo, è un mezzo fallimento della politica comunale. Perché? Perché pur essendosi interessata a far cessare l'ormai annoso abuso del parco da parte di un'orda di senza educazione e rispetto per il prossimo, al momento di concretizzare e stringere per concludere, è stato per l'ennesima volta abbandonato e udite udite, le cose stanno ritornando allo stesso livello di come erano qualche anno fa.

Poi, poco più sotto di via G. B. Vico, c'è il famoso, ma che dico; il famosissimo enorme complesso della ex sede della Telecom, che insiste in via Jacopone da Todi e a fronte strada dove, nell'ultimo intervento, dovuto fare per forza dalla Società proprietaria in quanto imposto dalle Forze dell'Ordine dopo l'ennesima effrazione di sbandati, hanno messo in atto il provvedimento meno adatto che potevano fare; chiudere con una rete metallica (che lo fa assomigliare ad un pollaio (!) l'unico parcheggio disponibile per favorire gli avventori dei vari negozi della zona senza correre il rischio di "beccarsi" delle multe o intralciare il traffico già caotico per se stesso. Il Comune è stato ugualmente avvertito di intervenire presso il proprietario ma ci è stato risposto che essendo proprietà privata potevano fare ciò che meglio credevano. Benissimo! Ma allora perché per trent'anni è stato possibile utilizzarlo?

Poi lascio indietro il parco Vallone Sant'Anna, del quale tutti conosciamo il degrado che lo sta divorando e un decrepito e pericoloso (di fatto è transennato) stabile in via Palermo, sulla sua destra salendo (proprio difronte agli uffici della Provincia) dove, negli anni '60, serviva al mercato del bestiame.

Che dite? Può bastare per qualificare il quartiere Pallotta (pochissime decine di centinaia di metri) come il più abbandonato nel degrado, nell'incuria, mancate della più elementare sicurezza, della nostra città?