Una politica nuova

LA LOGICA DI FAR NASCERE UNA POLITICA NUOVA...

...in contrapposizione ed al di fuori di questo caos di ideologie che non hanno più una reale ragione di esistere.  

Un fatto è certo: dichiararsi "apartitici" in questi momenti è più pesante che in passato.
Forse perché, quando le ideologie delle varie posizioni dei relativi partiti erano più definite e più credute dalla gente, eri, con buona pace di tutti, messo in un angolino e deriso come utopico squilibrato che voleva distinguersi dalla normalità perché affetto da manie di egocentrismo!
Ora, nel presente, quando si inizia a mettere in dubbio ed a considerare le varie ideologie politiche un fattore, fine a se stesso per interessi che vanno aldilà della realtà sociale, perché, nei momenti storici e sociali che stiamo attraversando, non hanno più ragione di essere e di questo quando la gente, inizia a rendersene conto fai, di fatto, più paura e, di conseguenza, attaccato sia socialmente che civilmente, cercando di emarginarti e tacciandoti da persona confusa nel valutare la differenza tra "apolitico" ed "apartitico"!
Dichiararsi "apolitico"è un atteggiamento privo di senso, a meno che uno non sia un eremita ma nel momento stesso in cui decidiamo di vivere nella società umana, esprimiamo coscientemente o, nostro malgrado, inconsciamente un atteggiamento "politico" rispetto alle differenze di vedute, di desideri, di obbiettivi e quant'altro, diversi da chi si confronta con noi ma, il dichiararsi "apartitico" è una posizione legittima e reale, soprattutto per essere onesti con noi stessi, che ognuno può prendere in coscienza ed in coerenza con le proprie idee rispetto a quei partiti che agiscono nel contesto momentaneo della vita politico/sociale nella quale siamo attori. Chi fa queste considerazioni le fa a ragion veduta e nel pieno delle possibilità di farle, restando con i piedi piantati per terra, cercando un modo per poter far cessare questo spreco di energie con le quali ogni partito della geografia politica attuale, non escludendone alcuno, spreca per far valere i propri punti di vista, sbagliati o giusti che siano, senza che, in fine dei conti, la società ne tragga un reale vantaggio. 
Ma purtroppo, ora come ora, siamo convinti, sbagliando in maniera plateale, che se non siamo o di destra o di sinistra, sei automaticamente tagliato fuori dalla possibilità di realizzare qualcosa di concreto in politica. In altre parole, se non "pendi" da una parte o dall'altra, per te, la vita è dura!
Questo può essere vero fino ad un certo punto; non perché sia un dogma religioso a cui non puoi sottrarsi ma, solamente perché così ti hanno insegnato a pensare e, per quei paraocchi che ti anno messo, non riesci a vedere e consideri irrealizzabili altre possibilità che invece nella realtà esistono e possono portare molto benessere in un nuovo modo di fare politica.
È su questa base di pensiero che -Perugia: Social City- vuole iniziare una discussione sociale, cercando di realizzare la possibilità di formare, per un futuro prossimo, una comunità di persone, con un nuovo Movimento che rispecchi questi ideali, i quali potranno, al momento opportuno, portare aria nuova nell'amministrazione comunale ed in secondo tempo, perché no, anche per la politica regionale e non ponendo limiti, molto più in alto.
Giampiero Tamburi  (Perugia: Social City)                                    Perugia 05/08/16