TUTTI A BOCCA APERTA!

TUTTI, CON LE BOCCHE APERTE,...

...restando meravigliati del risultato del Referendum UE della Gran Bretagna...

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...quando invece questo stato di fatto è, ne più ne meno, il risultato di quei vincoli economici imposti, per i quali anche noi stiamo subendo le dannose conseguenze, per la mancanza totale di un'Europa politica che non tutti, in definitiva, vogliono perché pericolosa per alcuni Stati che si sentono minati nella propria supremazia e che non vogliono minimamente retrocedere di un millimetro per favorire chi non può camminare con lo stesso loro passo. Naturale, in questo stato di cose, che questa pseudo unione che politicamente non decide, avrebbe subito, prima o poi, una simile rottamazione.
Se, nei fatti passati, è stato facile, perché presa alla gola per fame, recuperare la situazione della Grecia, non altrettanto lo è stato con la Gran Bretagna!
A cosa serve l'Europa, questa Europa? Se per i politicanti è facile rispondere, non altrettanto lo è per i semplici cittadini, per le persone normali a cui si rivolgono perché fanno fatica vedendo in essa, senza pregiudizi o ignoranza, una istituzione solo economica che appare sempre più critica e impietosa.
Più che un progetto politico-economico sembra oggettivamente uno stato di confusione e di impotenza che genera una diffidenza a poterla considerare energia unificante.
Come si può auspicare una Unione Europea che non vuole affrontare, nei fatti ed in modo adeguato, l'impasse sul tema immigrazione ma si limita solamente a parole a prendere delle posizioni che poi non realizza?
Richiedenti asilo, salvataggi in mare, espulsioni dei clandestini, politiche di prima accoglienza, pratiche relative a chi cerca lavoro in modo regolare, trasferimenti degli immigrati da un Paese all'altro, sono tutti argomenti e problemi da sempre discussi ma mai affrontati per risolverli veramente.
Oltre poi a non affrontare organicamente e unitariamente la materia, si rende responsabile di fomentare lo spettro delle paure nella gente di quell'invasione di disperati.
E che dire poi della passività che dimostra nel non voler avventurarsi nella politica internazionale laddove si tratta di prendere posizioni precise sull'impegno delle forze da mettere in campo o imporsi, quando necessario, sugli equilibri dei poteri che governano il mondo?
Pur essendo in corso crisi e conflitti estremamente pericolosi per noi, non ha mai espresso la volontà di prendere una posizione che possa, in qualche modo, portarci vantaggio.
È imbarazzante affermarlo ma è la verità!
Cosa si aspetta per compiere un salto di qualità, sia politico che istituzionale per non far scomparire dallo scacchiere mondiale la parola UE?
Superare le sovranità nazionali? Bene! Basta che il Parlamento Europeo dimostri che si possa fare senza vendere i vari Stati come un qualsiasi negriero venderebbe i propri schiavi.
Giampiero Tamburi