TERRORISMO!

MINACCE E VITTIME.

L'angoscia dei nostri giorni!

CERTAMENTE...

...non sono un esperto che sa e studia la strategia del terrorismo e forse, inconsciamente, non voglio nemmeno esserlo (ci sarebbe da indagare perché) e quello che mi è dato da conoscere lo apprendo, come la stragrande maggioranza, se non la totalità di chi non è addetto ai lavori, dai media, naturalmente sotto il profilo e l'aspetto di una cronaca informativa che, per quanto possa essere dettagliata nel riportare la verità dell'accaduto, per ragioni che possiamo benissimo capire, non spiega e non va oltre ciò che realmente sarebbe interessante sapere su quel filo logico di perversa strategia che cerca di portare a compimento chi persegue questa strada.

Sappiamo tutti degli ultimi avvenimenti di ciò che è successo a Berlino; il camion che è stato lanciato tra la folla del mercatino, causando morti e feriti ( https://www.yahoo.com/news/no-doubt-berlin-crash-attack-134650663.html ) e l'uccisione, ad Ankara, dell'Ambasciatore russo (http://edition.cnn.com/2016/12/19/europe/turkey-russian-ambassador-shot/index.html ); vera e propria esecuzione capitale di chi è capitato a tiro come garanzia di un successo quasi sicuro, vaneggiando sulla motivazione da pagare come giusto prezzo per gli eccidi commessi, dalla Nazione che il personaggio rappresentava, in Siria!

Due momenti terroristici che, sembri nulla avere in comune, se non una generica, cieca e rabbiosa strategia del terrore comune di chi, nei vari momenti della storia, l'ha praticata per vari motivi.

Ma, anche con quel poco di significativo che sappiamo, alcune domande sorgono spontanee perché "due più due" in qualunque parte del mondo fa sempre quattro!

Come è possibile che un ufficiale, facente parte delle unità anti-sommossa di Ankara, diplomato all'accademia di polizia nel 2014 e che in due occasioni ha prestato servizio di scorta al Presidente di turno, abbia potuto commettere un atto criminale, alla luce del sole e sapendo benissimo che, comunque, avrebbe rimesso la propria vita? Non è possibile che per tre o quattro anni, il tempo che ha durato la sua carriera nella polizia, nessuno si sia accorto della sua tendenza ed appartenenza a gruppi terroristici! Cose apparentemente incomprensibili ma che, anche se i mass media non ti possono spiegare, hanno sicuramente una continuità logica nel comunicare un qualche messaggio che vogliono far intendere solo a chi può capirlo.

Poi, affrontando il problema del terrorismo di questi momenti, sotto l'aspetto della sicurezza o se vogliamo, della strategia che lo stesso terrorismo adotta rispetto ai vari Stati europei, dal punto di vista di dove e come intendono colpire, non possiamo fare a meno di valutare che alcune Nazioni, rispetto ad altre abbiamo il beneficio di qualche sorta di immunità!

l'Italia, che maggiormente ci interessa, è relativamente meno presa di mira, rispetto ad altri Paesi, come Belgio Francia e, soprattutto, la Germania, in considerazione come terra da bruciare per gli eventuali attentati da mettere in atto! Perché?

Anche se il nostro Ministro degli Esteri Angelino Alfano, in varie occasioni ha motivato questo stato di cose con il fatto che siamo fortunati (https://www.youtube.com/watch?v=FqJzeHggyX8 ) o che questa sorta di immunità relativa è dovuta alla capacità di una attenta prevenzione con strettissime maglie ( https://www.youtube.com/watch?v=11ah2WhZ0bI ), la realtà è ben diversa da come vogliono farci credere perché è esclusivamente dovuta a due fattori; in primo luogo ci tengono "al caldo" per la nostra strategica posizione geografica, che permette un facile sbarco dalle coste africane, di chiunque (ed in questo chiunque includo anche gli eventuali terroristi) voglia migrare verso di noi, dove è ricevuto con estrema semplicità, dovuta ad una difficoltà oggettiva nel determinale, con sicurezza, l'identità del migrante; ed il secondo motivo, il quale è il maggior responsabile della attuale situazione, è la nulla o quantomeno scarsa volontà dell'UE di mettere in atto un protocollo adeguato, per la tutela dei Paesi di tutta la comunità, che dia una maggiore e più efficace sicurezza di chi entra e cosa viene a fare nel nostro territorio. In questo senso l'assoluta mancanza della politica europea è stata, se non l'unica responsabile, quella che maggiormente ha contribuito ad arrivare a questo punto critico per la nostra sicurezza, dalla quale sarà molto difficile venirne fuori senza pagarne il prezzo con ulteriori vite di innocenti.

Giampiero Tamburi

(Perugia: Social City)