Le passeggiate"anti-degrado"

La questione del parco pubblico ci fa dire:

"QUANTA STRADA NEI MIEI SANDALI"...
...che non significa nulla di concreto per tutelare i diritti della Collettività!
Tutto sommato, la questione del parco Pietro Aretino dà ragione a noi di Perugia: Social City, nel modo più assoluto!
Se si guarda da una certa angolazione, la politica di destra o di sinistra, c'entra ben poco con la situazione di estremo disagio che si è venuta a creare in questo piccolo parco, da dieci/quindici anni a questa parte e sempre più aggravatasi.
La quale situazione, può essere presa da esempio, senza tema di errori, per la reale situazione in cui si trovano la maggior parte dei nostri spazi verdi; sia come degrado che come utilizzo improprio sulle funzione e per gli scopi che il verde pubblico dovrebbero avere per la collettività.
Più che la politica dei vari partiti, si diceva, conta la volontà di affrontare e risolvere i relativi problemi di chi è stato ed è il diretto responsabile nell'amministrare le faccende del nostro Comune, dandogli la dovuta priorità che gli spetta.
Le "camminate anti-degrado", come quella che si è svolta il giorno giovedì 13 Luglio c.m., appunto presso "l'Aretino parco", se si esclude la visibilità politica che può dare a chi la effettua, sono ben poca cosa, per non dire "zero", se non seguite da azioni concrete (come purtroppo è avvenuto per i problemi dell'incuria e dell'insicurezza della struttura abbandonata ex Telecom in via Jacopone da Todi dove non sono state messe in atto le promesse fatte), per rendere i diritti persi ai propri concittadini e, in una situazione specifica come quella del parco Aretino, non risolvono minimamente il disagio psico-fisico a cui vengono sottoposti i residenti per colpa di un gruppo di persone che non sanno minimamente dove abita il rispetto dei diritti altrui.
Molto spesso, i nostri politici-amministratori, barattano in modo strumentale, i diritti dei loro amministrati, con una falsa tolleranza, per mantenere o incrementare il proprio ruolo nella scena politica della società in cui operano!
Se poi, in questo contesto, ci aggiungiamo che parte degli stessi cittadini, in nome della propria appartenenza ad una ideologia politica, danno più importanza a salvaguardare le posizioni di certi loro politici, piuttosto che dare priorità ai propri sacrosanti diritti, negando l'evidenza dei fatti ed arrivare, per ottenere tali obbiettivi, a non firmare petizioni che, in ogni caso, servirebbero a sollevare ancora di più nell'oppinione pubblica, una grave questione come quella che subiscono i residenti di via L. Ariosto, per gli intollerabili comportamenti incivili di fine settimana nel parco sottostante, significa svendere la propria dignità per un qualcosa che, in assoluto, non ne vale la pena!
In una società dove ci insegnano, giorno dopo giorno, a renderci sempre più individualisti ed egoisti, nei confronti del prossimo, diamo ragione a chi asserisce, purtroppo, che:
"La Democrazia è una bellissima cosa ma non facciamo in modo che, per metterla in pratica, qualcuno ce la imponga con la forza"!

Giampiero Tamburi

(Coordinatore P:SC)