LAVORATORI DELLA GESENU IN BILICO!

I LAVORATORI DELLA GESENU...

...sono preoccupati? Ne hanno ben donde!

(foto dal Corriere Nazionale del 25/06/16)

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È a rischio la partecipazione dell'Azienda al bando di gara per l'attribuzione del servizio raccolta rifiuti sanitari pericolosi perché ancora pende sulla sua testa l'interdittiva prefettizia antimafia.

Interdittiva che, giustamente, venne presa come provvedimento per infiltrazioni mafiose anche in riferimento ad altre situazioni della stessa Azienda su altre parti del Paese.

Nel Marzo scorso, il Comune, dopo alcune prese di posizione in Consiglio della minoranza, contro la persona dell'avvocato Barelli, il quale veniva accusato di non far conoscere tutto il trascorso, il medesimo rispondeva e si leggevano le seguenti motivazioni: "Per il vicesindaco nella vicenda Gesenu l'aspetto più delicato è proprio "... il rapporto con il socio privato che da qualche buon decennio è oggetto di -tanto ampie quanto inutili- discussioni pubbliche". Discussioni inutili, dunque, "perché è altrettanto noto che l'amministratore comunale, socio pubblico di minoranza, non ha alcun potere di escludere i soci privati"

Verissimi motivi, che potevano giustificare il Comune, solo in parte, un certo atteggiamento di cautela nel prendere posizioni precise in merito alla vicenda; tanto è vero che non mancarono subitamente le proteste del personale dell'Azienda, sotto le finestre della sede comunale chiedendo "chiarezza per il futuro"

Ma poi, quando il Maggio scorso, il tanto contestato Mario Cerroni che insieme a Carlo Noto La Diega detenevano il 55 per cento della Gesenu, dopo le dichiarazioni della parte pubblica nella indisponibilità a poterle acquisire, hanno ceduto le loro quote alla Sogesfin srl, società del gruppo Paoletti, non hanno preso contatti ufficiali con la medesima per far conoscere e definire le proprie posizioni future rispetto alla gestione dei rifiuti?

Ora, se la Gesenu è arrivata alla malaugurata ipotesi di non poter partecipare alla gara suddetta per la famosa interdittiva, con il rischio di dover licenziare almeno 15 dipendenti, si può delineare una eventuale responsabilità della parte pubblica che non si è attivata per evitare di arrivare a questo punto?

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