Il referendum? Lo valuto da cittadino

SE FOSSE QUELLO ABROGATIVO...

...non ci sarebbero problemi!  

Non si parteciperebbe al voto se fossimo convinti che tutte le parti sono in errore e, non facendo raggiungere al quorum necessario, di fatto, si annullerebbe la consultazione diretta, obbligando i nostri "Padri Coscritti" a ripetere la farsa politica, solo se lo volessero (ma sempre io ho i miei dubbi).
Se invece si pensasse che una delle parti ha ragione, si voterebbe "si" oppure "no", secondo le proprie convinzioni di parte!
Ma siccome quello del 4 dicembre non è un referendum abrogativo ma bensì costituzionale, le cose si complicano e di molto!
E perché? Perché l'articolo 138 della Costituzione parla chiaro!
Tra le altre cose dice che l'approvazione avviene a maggioranza dei voti validi mentre non occorre quorum partecipativo. Il ché in soldoni significa che con qualunque numero di votanti, anche se non si arriva al 50%+1, la consultazione diretta è, a tutti gli effetti, valida e la vittoria è della parte che raggiunge la maggioranza e da ciò ne consegue la logica che il non andare ad esprimere il proprio parere, non conta assolutamente "un tubo"!
Non illudetevi però! Come la mettete ha sempre il coltello dalla parte del manico chi ha stabilito le norme di come fare le consultazioni dirette ( i referendum): questo è un fatto ed è indiscutibile!
Certo è che. se un cittadino vuole in qualche modo contare qualcosa, qualche ragionamento bisogna che lo faccia e, magari, nel modo più oggettivo possibile, lasciandosi, per un momento, dietro alle spalle la propria ideologia e convinzione politica.
E come? Semplice! Cercare di vedere alla radice del problema su quello che in effetti ci chiedono e come ce lo chiedono.
Andiamo al pratico e cioè al referendum del 4 dicembre prossimo.
Oggettivamente, se guardiamo al problema di come esprimere il proprio voto con una imparzialità, diciamo completamente avulsa da considerazioni di parte che ti inducono su una direzione o in un'altra, per quello che ti raccontano i partiti o, meglio dire, i personaggi attori di tale momento e soprattutto come te lo raccontano, avendo la presunzione di essere ognuno nel giusto, con un balletto ridicolo che farebbe invidia alla "Danza delle ore" di Amilcarre Ponchielli, sinceramente siamo in grado di dire: -Si, sono convinto di dare ragione alla parte del si o a quella del no-?. Siamo onesti; non ne siamo in grado!
Gli appelli che ti fanno per convincerti della bontà di una e dell'altra sponda, secondo il mio parere, non vanno ascoltati perché, motivo molto importante per la nostra Democrazia, è la scelleratezza di essere arrivati al referendum avendo diviso l'Italia in due, come una semplice tifoseria calcistica mentre, un così alto e significativo cambiamento della nostra Costituzione, doveva in ogni modo essere concordato tra tutte le forze politiche attraverso una Commissione Costituente.
Torno a ripetere, come scritto in altre occasioni, che si potrebbe obbiettare che di "Bicamerali" se ne sono proposte molte nei vari momenti storici che hanno determinato queste necessità e che nessuna è andata a buon fine.
Ma non pensate che se le varie forze politiche hanno sempre rifiutato questa unica possibilità democratica di discutere e risolvere il problema, ancora non siamo maturi per affrontarlo con efficacia e con dignità, nel rispetto di tutti i cittadini Italiani, questo epocale cambiamento?

Solo per questo e non per le "fanfaluche" che cercano di raccontare, ho preso la mia decisione di come esprimere la mia volontà.