I nuovi Sindaci

 Chi sono lo sappiamo.

 L'incognita è cosa faranno!

                                                             (clicca sull'immagine per l'articolo)

 IL RISULTATO NEI COMUNI.
Tanto per fare due chiacchiere un metro al di sopra del mero risultato di chi crede di aver vinto e chi lìtiga perché crede di aver perso!
È fuori di dubbio che il significato maggiore che si può leggere dalla ultima tornata amministrativa, è la voglia se non addirittura la necessità di un radicale cambiamento, della società, nel modo e nella sostanza di fare la politica. L'astensionismo, che sempre più cresce, se inteso come una cosciente volontà, vuol solamente significare un segnale semplice e diretto di estraniarsi da un mondo politico che più non ci appartiene, ne nella forma che, maggiormente, nella sostanza.
C'è stato e sempre più ci sarà la volontà dell'elettore di determinare un ricambio dei rappresentanti politici che andranno a governare; un ricambio, oltre che generazionale, anche di nuove ideologie, necessarie per dare fiducia e spazio a modelli e soggetti politici nuovi nei quali potersi riconoscersi ed avere la speranza di un effettivo cambiamento.
Modelli che però, all'evidenza dei fatti, risultano troppo dominanti ed aggressivi all'interno dei quali, troppo spesso e volutamente, si accompagnano forme selvagge di violenza sessista, razzista e omofobica, nonché di radicalismo che ci propone un cambiamento, non tanto nella sostanza quanto nella forma di una nuova democrazia.
Prestando un poco di attenzione a ciò che si può leggere tra le righe, questo risultato, in definitiva, è la volontà di voler cambiare ma con soggetti politici non chiari, i quali non danno garanzia di quale altra prospettiva si stia aprendo alla rappresentanza, o, più in generale, alla partecipazione intesa come impegno civile o agire politico. Questa è sicuramente la materia oscura che nasce da questo modo di cercare e trovare il rinnovamento.
Bisogna in ogni modo tenere presente che qualche soggetto politico che si appresta ad amministrare alcune e significative città del nostro Paese, oltre che un vento di rinnovamento, porta con se una ideologia ben precisa in una forma, appunto, radicale di cambiamento dove l'impossibile può, per loro, diventare possibile; primo, fra i molti, il concetto di una utopica idea di sostituire la democrazia diretta al posto di quella attuale di rappresentanza.
In buona sostanza è questa la politica che ha da offrire la seconda Repubblica in alternativa al blocco egemonico che era quello della prima? La politica attuale sembra non abbia più la conoscenza della realtà del Paese e quindi, non in grado di trovare le soluzioni corrette. Ma non per questo dobbiamo accettarne un altra che, oltre a non darci garanzie che sia capace di riportare l'Italia nel binario giusto, ci dà la netta impressione di peggiorare la situazione.
Giampiero Tamburi