...E LA LUCE SIA...

L'astenzione al voto?

Crisi della cultura democratica in generale e dei partiti in particolare!

Per il servizio di pubblica illuminazione che il Consiglio Comunale di Perugia ha adottato, secondo alcune forze politiche, la Giunta impone una scelta che va oltre l'atto di indirizzo. Ma la soluzione a questo problema, secondo le proprie posizioni, non è certo l'astenersi dal voto.

Certo, l'illuminazione della nostra città è una questione della massima importanza, sia dal punto di vista economico che sociale, per non parlare poi di come, l'Amministrazione comunale la tiene in considerazione per l'aspetto della sicurezza urbana dei cittadini: "Illuminiamo al massimo le strade di Perugia per interrompere quella criminalità che va dallo spaccio della droga alla prostituzione..." Hanno sempre affermato questi principi e, se non è proprio la cartina di tornasole, come non lo sono le numerose telecamere installate nei punti strategici, almeno contribuiscono a rendere la vita un po meno facile alla criminalità che "insozza" Perugia.

Ma il punto sul quale volevo focalizzare l'attenzione, con questo post, non è tanto la sicurezza che rappresenta una efficace illuminazione ne una critica su come si sia giunti al contesto che ha visto l'aggiudicazione della gara ad una ditta francese, garantendone comunque la legittimità in quanto vincitrice attraverso la Consip.

Azienda francese che, come dettato da norme precise, è da subito intenzionata di avvalersi di subappalti da dare a ditte locali, comunque, con determinate e precise caratteristiche che garantiscano le non possibili infiltrazioni di soggetti di dubbia provenienza e cioè: che le ditte le quali parteciperanno dovranno essere iscritte al Mepa (mercato elettronico della pubblica amministrazione) e questo mi sembra il minimo!

Oltretutto, la Giunta del Comune di Perugia, parla di una garanzia di un notevole risparmio nel costo di questo servizio ed a noi cittadini non resta che verificare, nel tempo, se questa affermazione corrisponde alla realtà.

Quello che più qui interessa mettere in evidenza, come detto sopra, è l'atteggiamento e la presa di posizione di certe forze politiche messe in atto durante lo svolgersi del Consiglio che ha votato ed approvato questo importante servizio alla città.

Sto parlando della precisa ed assurda posizione di astensione al voto che non deve avvenire per nessun motivo. Qualsiasi partito, sia esso di minoranza o di maggioranza, è obbligato, comunque, ad esprimere una sua propria posizione politica e, nel contempo, a giustificarla con ragioni che siano chiare a tutti.

L'astensione, proposta e attuata da responsabili politici, siano comunali o di qualsiasi altro livello, rappresenta uno dei sintomi più evidenti ed importanti della crisi della cultura democratica in generale e dei partiti in particolare che non sono più capaci, o non vogliono, assumersi le dovute responsabilità nei confronti della collettività che gli ha assegnato tale compito.

Come possono in definitiva, giustificare e validare la richiesta fatta in continuazione a noi cittadini di non astenersi dall'andare a votare nelle consultazioni elettorali quando, alla stessa stregua e con una ben maggiore responsabilità, loro stessi, quando chiamati ad esprimere le proprie posizioni per questioni che riguardano le amministrazioni in cui sono impegnati, si trincerano dietro una assurda astensione che li squalifica, in modo irreversibile, come garanti dei diritti di chi li ha votati?

Rinunciano al proprio ruolo senza portare nessun beneficio ne a loro ne a chi è amministrato.

Giampiero Tamburi

(Perugia: Social City)