Badanti e sicurezza relativa!

La sicurezza...

...della quotidianità.

LA QUOTIDIANITÀ,...

...purtroppo, attraverso i media ma soprattutto nelle disgraziate esperienze che tutti noi, chi più chi meno, quotidianamente facciamo e che, molto spesso, ci lasciamo profondamente segnati in quanto ci regalano situazioni che, oltre ad una schietta valenza sociale negativa, rappresentano, molto spesso; anzi troppo spesso, un rischio concreto per i nostri beni, se non addirittura per la nostra vita.

La nostra vita e, soprattutto, quella dei nostri anziani i quali, oltre che a subire oltraggi materiali, il più delle volte, ne subiscono anche di quelli morali che sono i più antipatici e dannosi da sopportare.

Quando poi, queste particolarità, prendono le pieghe di un vero e proprio "racket" di criminalità organizzata, non si può più perdere tempo per attivarsi onde poter fermare o quantomeno limitare i danni che, questo modo criminale di comportarsi, di persone schiettamente antisociali, possono procurare.

Mettere in casa nostra una persona, estranea, di fatto, al nucleo familiare, specialmente per rendere vivibile la quotidianità ai nostri vecchi, non conoscendola a fondo o non avendo la possibilità di una garanzia morale, per non parlare poi del grado di professionalità che può dare, è oltremodo contro produttivo se non addirittura estremamente pericoloso.

Troppo spesso sentiamo di "collaboratrici familiari" che infliggono veri e propri soprusi ai nostri anziani o si rendono responsabili di furti o favoriscono, attraverso complici, furti nell'abitazione in cui sono impegnate, mettendo, con questi comportamenti, in cattiva luce anche chi, con spirito di collaborazione e con dedizione, se non molto spesso con amore, aiutano veramente i nostri anziani a risollevarsi da situazioni che, altrimenti li vedrebbero tagliati fuori da quel minimo di relazioni sociali, delle quali ognuno di noi ha necessità.

Scegliere un'assistente familiare per i propri bisogni o per quelli di un nostro familiare non costituisce un'operazione semplice. Anche se ci sono Istituti privati che adempiono a questa necessità, chi cerca una badante spesso non sa a chi rivolgersi e soprattutto, come si diceva, risulta difficile assicurarsi dell'onestà di chi si ha difronte. Fino ad ora lo strumento utilizzato, nella quasi totalità dei casi, per il reclutamento è stato il semplice passaparola. Un sistema che, di fatto, a creato e crea tuttora, una enorme confusione e che, fattore anche questo molto importante, di far cessare anche una eventuale speculazione economica che alcune persone senza scrupoli possono fare.

Non c'è dubbio che questa situazione, che rasenta il caos organizzativo, non può essere tollerata più a lungo.

Aldilà della necessaria regolamentazione che aspetta esclusivamente agli organi Statali, le singole realtà cittadine, attraverso i Consigli comunali e le relative Giunte, nel territorio di loro competenza, avvalendosi anche del contributo delle scuole di formazione professionali e degli agenti che operano in questo settore, potrebbero, in maniera concreta regolamentare l'aspetto organizzativo, dando il loro impegno per l'istituzione di un REGISTRO PUBBLICO dove, chi ha intenzione di dare con onestà la propria opera, può chiederne l'iscrizione presentando i propri documenti di riconoscimento e dove, le famiglie si possono rivolgere, per le loro necessità, in tutta tranquillità, favorendo con ciò l'incrocio tra domanda e offerta.

In definitiva la famiglia, attraverso questi elenchi, può capire meglio la qualifica della badante, scegliendo quella che, sulla base del suo profilo e delle esperienze, risponde meglio ai bisogni di assistenza.
La badante, invece, grazie a questi registri, sarebbero in grado di aumentare le probabilità di trovare delle proposte di lavoro che si adeguino alle sue peculiarità e le valorizzino.
Un'ulteriore finalità è poi quella di promuovere la regolarità dei rapporti di lavoro favorendo l'emersione del nero ostacolandola in maniera concreta a tutela sia dei lavoratori che dei datori di lavoro.

Perugia; Social City, essendo sensibile a questa problematica che per moltissimi nostri concittadini, l'affidamento materiale del proprio congiunto è una costante fonte di insicurezza e di ansia, si rivolge al Comune e più specificamente al Signor Sindaco perché tenga in dovuta considerazione questa necessità e concordi con la Giunta e con il Consiglio le azioni adatte da intraprendere.

Giampiero Tamburi

(Coordinatore Perugia: Social City)